La Chiesa di San Giuseppe - Associazione Pro Loco Sermoneta

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Chiese Monumenti > LE CHIESE

La chiesa dedicata a San Giuseppe patrono di Sermoneta è stata edificata nel 1525 per volontà della famiglia Caetani ma sia la facciata che la ripida gradinata sono state terminate nel 1733. Nell’interno, a navata unica, sono distribuite sui lati sei cappelle, di cui solo due conservano la decorazione; la prima, a sinistra, decorata da Angelo Guerra di Anagni tra il 1605 ed il 1606 e la seconda sulla destra fu affrescata da Girolamo Siciolante nel 1550.
La Cappella Caetani
Voluta e costruita con lo scopo di provare la completa adesione della famiglia al cattolicesimo, fu commissionata nel 1550 da Bonifacio I e affrescata da Girolamo Siciolante e collaboratori. A riprova della committenza Caetani è lo stemma che si trova sopra di essa, sorretto da due angeli, all’interno del quale troviamo le onde che simboleggiano la città originaria della famiglia e le aquile. Nel registro superiore della calotta absidale, al quale fu forse attivo Tullio figlio di Girolamo, compaiono scene tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento; in alto a sinistra troviamo dunque “La creazione di Adamo” che, come Il peccato originale, in alto a destra, rimanda agli omonimi soggetti di Michelangelo della cappella Sistina a Roma. Nella parte centrale appare invece “La nascita di Eva”. Nel registro inferiore della medesima calotta si possono ammirare inoltre “La flagellazione di Cristo” a sinistra, “La presentazione di Cristo a Pilato”, al centro, ed infine “La passione di Cristo” sulla destra.



Nel registro centrale, autografo del Siciolante possiamo ammirare, al centro, “La Vergine e Bambino”: che se da un lato rappresenta la nascita di Gesù Cristo dall’altro attesta e conferma l’autorità della Chiesa cattolica romana e la legittimità che la stessa aveva perso a causa della scissione della religione in diversi credi religiosi. Ad affermare l’autorità della Chiesa cattolica sono anche “San Girolamo” e “San Bonaventura” posti rispettivamente al lato sinistro e destro della cappella, figure importanti perché contribuirono a diffondere il messaggio cattolico e cristiano. Nel registro in basso sono raffigurati invece “Il sacrificio di Isacco” e “Mosè davanti al rovito ardente”. I simboli che si trovano ai due lati della cappella “Le Grottesche” prendono invece il nome dalle grotte della Domus Aurea di Nerone, dalle quali sono stati ripresi; si tratta di simboli legati al culto pagano che in questo contesto assumono un significato soltanto decorativo e ornamentale.
La Cappella Mazzancollo

La prima cappella a sinistra fu commissionata dalla famiglia Mazzancollo tra il 1605 ed il 1606 e realizzata da Angelo Guerra di Anagni che non si occupò dell’ esecuzione di tutto l’affresco, ma dei volti dei due Santi e di altri piccoli particolari.
Nel registro superiore è stato raffigurato Dio con il mondo in mano, che rappresenta il “Dio pan teocratico”, creatore del mondo. Per quanto riguarda il registro centrale possiamo ammirare invece “San Francesco” a destra e “Santa Lucia” a sinistra, la scelta si deve alla volontà del committente che volle che fossero raffigurati due santi che avevano il suo nome e quello di sua moglie; al centro troviamo invece “La Vergine con il Cristo in Braccio”. Il soffitto che si trova sopra alla Vergine è stato ripreso da degli affreschi presenti nel Vaticano a Roma, realizzati nel 1400 dal pittore Melazzo di Forlì.


 
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