Le mura di Cinta - Associazione Pro Loco Sermoneta

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L’intera cinta muraria del paese realizzata dai Caetani, fu costruita con materiali locali (pietra calcarea) rispettando il precedente tratto di mura medievale; i sistemi difensivi del paese inoltre furono adattati alle armi da fuoco usate al tempo e i bastioni posti in difesa delle porte. Altri elementi architettonici di difesa erano le torri di avvistamento come ad esempio torre Valeria posta sotto il castello nei pressi dell’arco degli Annibaldi. Anticamente il perimetro delle mura del paese comprendeva diverse porte urbane che costituivano la prima cinta muraria: porta Valeria, porta delle Noci, porta San Nicola, Portella, porta Annibaldi, porta della Carbonara. La seconda cinta muraria, iniziata dai Caetani ed estesa dai Borgia con lo scopo di rendere la città inespugnabile dal punto di vista difensivo e militare, costituisce un ampliamento della prima con l’aggiunta di porta Sorda. La terza cinta muraria, commissionata invece unicamente dai Caetani,

includeva oltre a tutte le porte precedenti anche porta San Sebastiano (unica porta attraverso la quale si poteva entrare con i carri e dotata di un ponte levatoio che veniva chiuso in caso di minacce e attacchi nemici) e porta del Pozzo (ingresso principale del paese).
Il bastione della Torrenuova, costruito tra il XV e il XVI secolo, è caratterizzato da una forma a coda di rondine, struttura che insieme ai particolari sistemi murari dette le cortine (mura di cinta disposte in diagonale per ovviare alla pressione dei cannoni) garantiva la difesa del paese dal versante sud, il più attaccabile. La fortificazione è addossata alle antiche mura rinascimentali e intorno ad essa oggi è stato realizzato il parco della Mandolina-Parco d’Europa, un percorso naturalistico tra ulivi secolari e fortificazioni imponenti.


 
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